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"Bisogna passare dal concetto di ristoro a quello di rimborso"

25/01/2021 08:33
Secondo Achille Lauro tutto ciò è possibile nel momento in cui "il settore è coeso e inclusivo, altrimenti resta una pia illusione" - di Stefania Vicini

"Bisogna uscire dal concetto di ristoro e passare a quello di rimborso delle spese sostenute durante la pandemia e ragionare sugli interventi di rilancio. Perchè il ristoro finisce se non è concepito come sostegno per la ripresa del settore". A porre l'accento su questi temi è Achille Lauro, general manager di Agenzia per Amica. Tutto ciò, a suo dire, è possibile nel momento in cui "il settore è coeso e inclusivo - commenta il manager a Guida Viaggi -, altrimenti resta una pia illusione".

Stiamo parlando di uno scenario che è "molto dinamico, si evolve in base all'evolversi della situazione in cui ci troviamo a vivere. Il Covid - osserva il manager - ha spazzato tutte le dinamiche commerciali e di priorità per il mercato turistico. Siamo in una fase post bellica in cui dobbiamo occuparci della ricostruzione economica del nostro settore, in cui prendere decisioni rapide e veloci".

Le mosse sono dettate anche dal fatto che il cliente "è cambiato, non è quello che conoscevamo, c'è una attenzione al prezzo, ma non solo - fa presente Achille Lauro -, è più attento all'assistenza, alla tutela. Se saremo tutti bravi riusciremo a rafforzare il nostro settore. Infatti, l'utenza deve sapere che se si affida al nostro comparto è tutelata e il comparto deve ricordarlo. Chi farà finta che nulla è cambiato pagherà gravi conseguenze se non delle chiusure". 
Si sa, siamo di fronte ad un cliente digitale, che è "più veloce, più smart e la sfida è adeguarsi, essere vicini alla clientela, mantenendo la professionalità e stando al passo", suggerisce il manager. A suo dire è una sfida che si può vincere, basta cambiare l'approccio al cliente. 

In primis, bisogna considerare il grave "deficit tecnologico del comparto e poi che se entro in una adv voglio essere trasportato nel viaggio, usando anche gli strumenti tecnologici, ma non in modo invasivo, anche a distanza e mantenendo la capacità di raccontare e di accompagnare il cliente nella sua scelta e rafforzando la tutela, in quanto viaggia con l'adv nel taschino che lo guida ed aiuta". C'è da dire poi che le generazioni che sono abituate ad essere più digitali, "non è che non cerchino l'adv - osserva -, ma la cercano diversa, moderna, che sa interagire con il linguaggio giusto del nostro tempo".

Stefania Vicini

 


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