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Demoskopika: "Il Governo riconosca lo stato di calamità turistica"

30/10/2020 12:33
Le previsioni dell'istituto di ricerca: in due mesi contrazione potenziale del fatturato di 23 miliardi di euro. Con un secondo lockdown, centomila imprese del turismo a rischio chiusura

Tredici milioni di arrivi e trentacinque milioni di presenze, con una contrazione della spesa per 4 miliardi di euro. Sarebbe questo il “conto” che pagherebbe il turismo italiano nei prossimi due mesi in caso di ulteriori provvedimenti di chiusura del Governo. A fare i calcoli è l'Istituto Demoskopika sulla base di dati rilevati da Siope, Banca d'Italia, Istat, UnionCamere e Cerve.

Se si decidesse per un secondo lockdown, sarebbero quasi 100mila le imprese del comparto che rischierebbero il fallimento, a causa di una ulteriore perdita di solidità finanziaria con una contrazione del fatturato pari a circa 23 miliardi di euro. Una mortalità imprenditoriale che si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro con una perdita di 440mila posti. Segno negativo anche per le casse comunali, con mancati incassi di oltre 84 milioni di euro.

"Non è più tempo di soluzioni giornaliere: il Governo - spiega il presidente di Demoskopika Raffaele Rio - riconosca lo “stato di calamità turistica", lo stato di crisi e programmi finalmente un Piano di rilancio integrato del comparto turistico includendo anche proposte e risorse delle istituzioni ai vari livelli, a partire dalle regioni. Un unico pacchetto di provvedimenti che, nell'immediato, contenga misure di azioni di tutela a imprese e lavoratori autonomi della filiera quali, ad esempio, il credito d'imposta, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali o l'istituzione di fondo per la copertura delle insolvenze o dei fallimenti".


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