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Israele è pronta per ripartire

30/07/2020 13:04
Avital Kotzer Adari, direttrice uscente dell'ente del turismo: "Abbiamo lavorato sodo durante il lockdown per mantenere vivo l'interesse verso la meta" - di Lara Morano

"Israele è da sempre associata al turismo religioso, che per noi rimane importantissimo, non dimentichiamo però che è anche molto altro". Con questo messaggio, Avital Kotzer Adari lascia la direzione dell'ente del turismo israeliano, dopo 6 anni di mandato. Entusiasmo e commozione nell'accomiatarsi da un ruolo che ha rivestito con determinazione, affrontando anche il periodo difficoltoso dell'emergenza Covid. "Abbiamo lavorato il doppio per far si che la destinazione non venisse dimenticata - spiega la direttrice uscente - e ci teniamo a sottolineare che oltre al tradizionale pellegrinaggio, Israele è sempre di più molto altro, con la concretizzazione di nuovissimi brand".

Prima del lockdown, l'ente del turismo israeliano aveva annunciato la sua presenza in Bit rivendicando il 27% in più delle visite rispetto al 2018, oggi si attende la ripartenza a trecentosessanta gradi dei voli per pianificare le prossime strategie di marketing. Il turismo interno sta dando grandi soddisfazioni, le mete gettonate sono diverse: dalla Galilea, alle città d'arte al mare. "Gli israeliani girano molto - prosegue Adari - e sono molto amanti della natura, infatti la prima cosa che abbiamo fatto nella fase due è stato studiare un sistema di prenotazione online per i parchi nazionali. Tutto è strutturato in maniera da diluire le visite ed evitare le situazioni di assembramento".

Sempre con lo scopo di favorire il distanziamento tra una visita e l'altra, sia parchi che musei hanno prolungato gli orari introducendo quelli notturni. Israele è la meta ideale anche per gli amanti del trekking, e a questo proposito, Avital Kotzer Adari ricorda il percorso chiamato "Israel Trail", il sentiero escursionistico che attraversa tutto lo Stato di Israele da Nord a Sud, raccontando la storia di due turisti russi partiti prima del lockdown, e rimasti intrappolati in Israele senza la possibilità di tornare a casa durante la fase 1. La coppia ha fatto di necessità virtù piantando una tenda e affrontando una quarantena-vacanza.

Per quanto riguarda il futuro, la direttrice uscente non si sbilancia: "La cosa importante è che tutto ritorni alla normalità - conclude -, per il resto siamo ottimisti e fiduciosi perché abbiamo fatto un grande lavoro di comunicazione per raccontare la meta e farla conoscere in tutta la sua bellezza".

Lara Morano


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