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Going: "Offerta controllata e pricing sano"

28/07/2020 12:58
Buoni segnali dal fronte Italia, il Perdepera Resort "sta dando risultati di vendita sopra le aspettative. I livelli occupazionali sono molto buoni", commenta Emmer Guerra - di Stefania Vicini

La vendita del prodotto di prossimità è molto spinta. Going è in linea con il trend del momento a fronte del fatto che ha lanciato il marchio Going2Italy che prevede una serie di attività che hanno a che fare con il t.o. classico, GoResort, a partire dal villaggio in Sardegna, il Perdepera Resort, che ha aperto lo scorso 5 luglio e "sta dando risultati di vendita sopra le aspettative - dichiara a Guida Viaggi il brand manager, Emmer Guerra -. I livelli occupazionali sono molto buoni. Ad oggi siamo ad oltre il 30% di prenotato sull'anno scorso. C'è anche da considerare che la Sardegna si conferma tra le mete più richieste per la chiusura di altre destinazioni. I numeri sono quasi vicini alla normalità".

Going in questa stagione ha del prodotto nuovo in Sicilia, "sono due piccole strutture a Favignana, boutique hotel che stanno lavorando molto bene". Si tratta del Baglio Sull’Acqua e del Cas’almare gestite in esclusiva dal tour operator. In questo caso le vendite sono più dal fronte individuale, tailor made, fa presente il manager. "Viene fatto anche il giro della Sicilia". Emmer lo dice molto chiaramente, si tratta "di un test per capire come proporre un prodotto alternativo al villaggio GoResort". Come si sa, Sardegna e Sicilia sono due destinazioni di punta nella programmazione Italia di Going.
Tra le mosse del t.o. c'è anche la nuova linea di prodotto Bella Italia, itinerari che spaziano dalla montagna al mare, passando per le città d’arte. È dedicata a vacanze e viaggi esperienziali, costruiti su misura. Gli itinerari firmati Going2Italy sono stati creati direttamente da Going4You, la piattaforma b2b dedicata alle adv contrattualizzate Going, che è arrivata a "dei livelli interessanti". Chi va in vacanza questa estate? Sulla base dei riscontri che ha il t.o. il target è quello della famiglia, ma anche dei viaggiatori in coppia, "con una età dai 30 ai 35 anni in sù per quanto riguarda la parte classica del t.o. Going - commenta il manager -. Per quanto riguarda il portale, invece, c'è una buona base di giovani, con l'offerta di piccoli alberghi e di b&b, si tratta di strutture più veloci, che hanno optato per l'apertura".

Il fattore prezzo

Uno dei punti di domanda di questa estate è il pricing. Gli operatori promettono di non fare nè un gioco al rialzo nè al ribasso. Cosa ne pensa Going? "Promessa mantenuta - afferma Guerra -, svendere sarebbe un grosso errore e lo hanno fatto in pochi. Ci ha aiutato il fatto che quest'anno è stato automatico ricontrattare certe condizioni. Dal canto loro le strutture hanno costi accessori non attesi, tra sanificazione ed acquisto di materiali, ma la linea del prezzo che abbiamo è quella dello scorso anno - garantisce il manager -. Sull'Italia c'è una richiesta interessante e l'advanced booking è abbastanza controllato". Certo, bisognerà vedere cosa succederà a settembre, per lo più gli operatori guardano ad "un orizzonte estivo italiano allargato, bisognerà incrociarlo con il mercato - osserva Guerra -, inteso come cliente, ferie e situazione economica. Ci sono tanti temi che ci portano a navigare un po' a vista".
Lo scenario attuale vede "un minor numero di strutture aperte e in modo limitato, il che porta ad un'offerta controllata che evita uno svilimento del prezzo con offerte last minute". A detta del manager sarà un'estate "dove il prezzo all'ultimo minuto ci sarà sempre meno". Si parla di un "prezzo sano, rispettoso dei costi".

Il peso del covid

Parlando di costi viene spontaneo domandarsi quanto inciderà il covid sui conti dei t.o.? "Lo si potrà vedere a fine stagione, tra smart working e back office - risponde Guerra -. Per le strutture l'impatto è dell'8-10% a seguito delle normative messe in atto". Oltre a ciò, si devono sommare anche le procedure che l'albergatore deve rispettare normalmente per aprire le strutture, "che alzano i costi, in questa stagione aprono con meno camere e riducono il personale, è un equlibiro sottile per tutti".

I voli fantasma

In merito all'altro tema caldo che ha scandito questi mesi, cioè quello dei voli fantasma, Guerra fa presente che si tratta di una "situazione vista solo dal di fuori, non vissuta direttamente, in quanto abbiamo grossi contratti con grossi vettori". Dal canto suo il manager si sente di commentare la "parte sana" della questione, "chi lo ha fatto è perchè pensava di poter programmare i voli, ma si trova poi a non poter operare e ricorre allo strumento dei voucher. Noi, però non abbiano avuto malpractice". 

Stefania Vicini

 

 

 

 

 


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