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Turismo e ristorazione investono su Facebook ed Instagram

07/07/2020 10:02
Nel 2019 e nella prima parte del 2020, obiettivo delle Pmi non è solo avere o rinnovare il sito Internet, ma investire in social media management

Gli investimenti in social marketing del settore Horeca, in Italia, sono in deciso aumento nel primo quadrimestre 2020. Secondo l’osservatorio AddLance, il marketplace di servizi professionali da remoto diffuso tra le Pmi italiane, i progetti di social media management di alberghi, strutture turistiche e ricettive, ristoranti e servizi di catering hanno superato le voci di spesa per i soli progetti web.

AddLance ripercorre l’andamento storico delle richieste delle imprese a professionisti, chiamati a realizzare siti Internet. Ne è emerso che, nel 2017 e nel 2018, le aziende del settore Horeca erano concentrate, per lo più, sullo sviluppo di siti web e solo alcune pensavano di aumentarne la visibilità con azioni di social marketing. Nel 2019 e nella prima parte del 2020, il trend è cambiato: obiettivo delle Pmi non è solo avere o rinnovare il sito Internet, ma soprattutto investire in social media management.

“Fino al 2017 i servizi di Horeca richiedevano solo lo sviluppo del sito web - spiega Andrea Cossovel, direttore marketing di AddLance -. Dal 2018 la richiesta di gestione di pagine Facebook o campagne pubblicitarie è cresciuta gradualmente, mentre dal 2019 la richiesta di social media manager ha superato di gran lunga la richiesta di servizi web. Fra i social, ora Instagram è predominante”.

Fra il 2019 e il 2017 la richiesta di nuovi siti è quasi raddoppiata. La richiesta di progetti di social marketing è, nello stesso periodo, triplicata. L’osservatorio AddLance prevede, per la fine dell’anno, una conferma del trend con i progetti sui social media che arriveranno ad essere quasi cinque volte quelli del 2017.
Secondo l’osservatorio AddLance questo andamento si spiega ipotizzando un’evoluzione del settore alberghiero e turistico, più consapevole delle ultime tendenze del web marketing, ma emerge anche un “effetto Coronavirus” nelle scelte delle imprese. L’emergenza sanitaria ha imposto alle Pmi una riflessione su un utilizzo più raffinato dei canali online: nel complesso, la richiesta di servizi per il web ha avuto, tra febbraio e maggio 2020, un'impennata del 600%. 

 


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