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Agostini, Quality Group: “Ci vogliono regole chiare per la reale ripresa”

06/07/2020 16:25
L'evento “Qg News from the world” ha avuto come focus il turismo mondiale, con testimonianze da vari Paesi su un settore vittima di informazioni imprecise che frenano le prenotazioni - di Simona Zin

Tra riaperture smentite, prassi confuse sulla quarantena, voli non confermati e normative imprecise e altalenanti sul soggiorno da parte dei governi, solo alcuni Paesi del mondo stanno riprendendo i viaggi con regole definite, ma per molti altri la situazione è ancora da chiarire, con grande difficoltà per tour operator e adv che vedono annullare le prenotazioni tanto attese a causa dell’incertezza sul soggiorno in una determinata destinazione. Questo e molto altro è quanto è emerso dal webinar di Quality Group che ha visto la partecipazione di 20 residenti e collaboratori del gruppo da cinque continenti che hanno illlustrato la situazione del Paese nel quale operano per quanto riguarda la gestione dell’emergenza sanitaria e la situazione attuale della prenotazione dei viaggi.

L’impressione generale che è emersa da questo dialogo con gli operatori è che la ripresa del turismo rischia di avere un’ulteriore frenata per la confusione che regna sulle prassi da seguire nei vari Paesi che hanno riaperto le frontiere per quanto riguarda il controllo della pandemia e riguardo alla reale operatività dei voli. In alcuni stati, infatti, le regole di contenimento dell’epidemia e gli step da seguire per soggiornare in una destinazione sono chiare, ma per molte zone del mondo, le informazioni a tal proposito sono confuse e in continuo aggiornamento da parte dei governi che adattano le normative quasi di giorno in giorno in base alle evoluzioni della curva dei contagi.

Il risultato di questa confusione è che anche chi ha prenotato finalmente un viaggio in una destinazione, è spinto poi ad annullare tutto proprio a causa dell’incertezza sulle modalità del viaggio e sulle regole da seguire qualora si risultasse positivi al virus al momento dell’arrivo. Per non parlare della lista dell’Ue dei Paesi idonei ad accogliere i turisti, in continua evoluzione in base all’andamento dei contagi e ai cambiamenti delle normative: anche questa genera confusione e mantiene la situazione delle prenotazioni in sospeso.

Tra le testimonianze degli operatori, quella da Cuba di Dennis Fuentes, che ha delineato una situzione sotto controllo per quanto riguarda i contagi, pochi e concentrati solo nella capitale, e ha riferito che tre aeroporti sono aperti e che gli hotel si trovano principalmente sul mare e quindi in zone Covid-free: “Speriamo che nei primi giorni di agosto ripredano i voli internazionali”, ha dichiarato Fuentes. “Stiamo comunque tornando pian piano alla normalità”. Tra i territori ancora work in progress per il turismo, Israele e Giordania, come ha riferito Nello Del Gatto: “In Israele l’ingresso è vietato agli stranieri fino al 1° agosto, mentre la Giordania forse riaprirà agli stranieri solo a inizio ottobre”.

La porola è poi passata a Laura Chinotti di Europa World che ha parlato della situazione di Norvegia, Finlandia e Islanda: “La conferma dei voli da parte di Finnair è molto importante per noi. Abbiamo tante richieste e la definizione degli operativi della compagnia ci consente di far veramente ripartire le prenotazioni”. Altra situazione poco chiara, quella evidenziata da Daniela Fecchio di Europa World, che, parlando di Spagna, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Tunisia e Turchia, ha commentato in particolare su quest’ultima destinazione: “Turchia e Italia stanno cercando di sistemare le varie prassi, ma c’è una lotta in corso sulla quarantena in loco o il ritorno in patria se i turisti risultano positivi all’ingresso. Questo scoraggia le prenotazioni”.

E’ stata poi Claudia Agostini di Quality Group a fare il punto della situazione sul momento di estrema confusione che si è creato negli ultimi giorni, tra semafori verdi e rossi alle frontiere: “La lista dell’Ue di 14 Paesi extra Shengen verso i quali in teoria si può viaggiare è solo un’ipotesi, perché non significa che un Paese incluso in questo elenco darà poi l’ok ad entrare”, ha dichiarato Agostini. L'elenco della Commissione Europea si aggiorna ogni 14 giorni ma non è chiaro chi ha deciso chi può farne parte e chi no e secondo quali criteri:” I clienti che hanno prenotato a volte cancellano perché vedono cambiare la lista dei Paesi adatti ad accogliere i turisti. Attendiamo un decreto che chiarisca tutto, prima di fare reali previsioni e bilanci sui viaggi”, ha concluso Agostini.

Simona Zin

 


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