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Assoviaggi: "La direttiva pacchetti va cambiata"

06/07/2020 08:52
Certe regole applicate in tempo di pace, non possono essere praticate nel momento in cui c’è una crisi globale. "Le imprese non hanno i soldi per rimborsare i voucher, la conseguenza sarebbe il fallimento” - di Stefania Vicini

“Questa direttiva è da cambiare”. Si potrebbe sintetizzare così il pensiero di Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, che si sofferma a commentare la situazione attuale dopo che la Ue ha emesso due procedure di infrazione verso l'Italia, ma non solo. 

Partiamo dal fatto che “siamo in una pandemia, una crisi europea e globale che non ha precedenti - afferma Rebecchi a Guida Viaggi -. Una crisi mai vista fino ad oggi. Vediamo l’Europa che si scaglia contro l’Italia, la Grecia e non solo. La Ue ha emesso una prima procedura contro l’Italia e la Grecia, per aver consentito alle compagnie di trasporto l’uso dei voucher al posto del rimborso. Poi - sottolinea Rebecchi - nè è arrivata una seconda per i voucher emessi dalle adv e dai t.o. per i pacchetti turistici, questa infrazione - fa notare il presidente di Assoviaggi - è stata emessa verso alcuni Stati membri”. Ora ci sono due mesi di tempo per rispondere alla Commissione e trovare le soluzioni migliori che, però, fa notare Rebecchi, sono “già state praticate spontaneamente dalle nostre agenzie e tour operator".

Il presidente fa riferimento all’aver esteso la validità del voucher a 18 mesi, all'aver emesso voucher cedibili da persona a persona, "il nostro settore sì è reso disponibile”. Ciò che gli preme mettere in luce è che, "chiederemo agli europarlamentari di portare avanti una modifica alla direttiva europea perchè le norme così scritte non sono compatibili con un fatto quale la pandemia. Norme e regole scritte in tempo di pace, in un contesto economicamente regolare, non possono essere applicate alla più grande crisi europea e globale della storia recente. Non possiamo far finta di nulla e considerare che il settore del turismo, quello maggiormente colpito rispetto ad altri settori possa rispondere a regolamenti ai quali non è possibile assolvere. Questo accanirsi rischia di far chiudere le imprese e non tutela il consumatore che fronte ad un'azienda fallita non avrebbe più la possibilità di godere dei propri diritti. In questo momento le imprese non hanno liquidità per rimborsare i voucher”.

Il tema secondo Rebecchi è uno solo “siamo sicuri che la direttiva Ue possa essere applicata in momenti di straordinarietà e crisi quale quella attuale? O piuttosto cercare di capire le soluzioni migliori da applicare. Si deve quindi rivedere la direttiva 2302 relativa ai pacchetti turistici e chiedere che venga modificata”, esorta Rebecchi. Quando si manifestano fattori esogeni, quali pandemie, guerre, catastrofi naturali, l'organizzatore del viaggio non ha la responsabilità. 
Rebecchi ricorda che, a causa del virus, "gli italiani non si potevano muovere a seguito delle disposizioni legate al Dpcm, gli altri Paesi non ci volevano, c'era una simultanea di fattori straordinari, oggi non regolato dalla norma e il contratto del turismo organizzato non lo prevedeva. Da qui la necessità di modificare la direttiva europea e l'ambito di applicazione perchè fatti come questi non sono mai accaduti, ma possono accadere di nuovo, al tempo in cui si è legiferato non si sapeva cosa fosse il covid".

Pertanto la proposta è di "prevedere nella direttiva, che, nel caso in cui dovesse succedere di nuovo, le regole non siano applicate in modo così rigido - afferma Rebecchi -. essendo fattori così devastanti che diventa difficile applicarle, pertanto è necessario apportare una modifica che possa prevedere in casi simili la sospensione di misure così severe". La richiesta che sarà avanzata agli europarlamentari "è di farsi portavoce e fare rete con gli altri Paesi per intervenire". Bisogna considerare che "i tempi sono cambiati e le norme si devono adeguare".

Alla domanda se vi siano possibilità in tal senso, Rebecchi afferma: "La Ue deve ascoltare queste richieste, perché c'è un sistema economico in ginocchio, sempre nel rispetto dei consumatori". L'auspicio è che "il governo tuteli le norme introdotte, apportando piccole modifiche allo strumento".

Quanto al tema dei "voli fantasma", Rebecchi afferma senza mezzi termini che "è evidente che sono operazioni non legittime e da verificare - afferma a Guida Viaggi -. Esonerano dal principio della norma stabilita dal nostro Paese, si sta abusando dell'uso della norma", afferma a gran voce.

Stefania Vicini

 


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