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Dmo e consorzi, le strategie di rilancio

01/07/2020 09:18
I risultati dell'ultima indagine di Risposte Turismo presentati durante il recente e-MARTEDIturismo. Dalle campagne di promozione alle criticità - di Nicoletta Somma

La recente crisi sanitaria ha messo alla prova le capacità reattive di quanti gestiscono i flussi turistici nelle destinazioni italiane. Quanto i player dei territori stanno davvero ripensando la loro offerta, quanto si sta puntando sul tema della sicurezza o sulla tecnologia? Investire per il 2021 o giocarsi il tutto per tutto per "salvare" l'estate 2020? Se ne è parlato durante l'ultimo e-MARTEDIturismo, "Le strategie di rilancio di consorzi turistici e Dmo: presentazione e dibattito nuova indagine Risposte Turismo", partendo dalla presentazione dei risultati di una nuova indagine di Risposte Turismo, che ha raccolto in queste settimane le opinioni di oltre 100 soggetti per altrettante destinazioni italiane. L'evento è stato organizzato da Guida Viaggi ed About Hotel in collaborazione con Risposte Turismo

"Si tratta di un'indagine sui responsabili di destinazione e sui consorzi - ha spiegato il presidente di Risposte Turismo Francesco di Cesare -. Hanno più senso ragionamenti e confronti se sono fatti sulla base di dati. Il campione preso in esame è piuttosto robusto e sono state fatte poche domande e non complicate". Ne sono emersi temi interessanti.

Agli interlocutori è stato chiesto se si stessero impegnando in campagne promozionali legate al periodo che stiamo vivendo: il 31% si è espresso in senso affermativo, dichiarando di aver già lanciato una campagna, il 42,6% ha risposto che la lancerà e solo il 16% ha affermato di non aver realizzato nessuna iniziativa. L'adesione maggiore delle risposte riguarda attività di ascolto degli operatori sul territorio e non manca un grande impegno sull'adattamento ai protocolli. Il 57% è impegnato in nuovi progetti e più di uno su due ha fatto una revisione dei contenuti sulle piattaforme online.

Si è poi domandato se il focus fosse sulla estate 2020, sull'autunno-inverno o sul 2021-22: il 43% sta indirizzando i propri sforzi sull'estate 2020, il 24% sull'autunno-inverno, il 21% sul 2021 e il 12% sul 2022 e a seguire. In particolare il focus dell'estate 2020 è su tutto ciò che non è urbano.

Il quesito successivo ha sondato se le destinazioni si stessero concentrando su un prodotto in particolare o su tutti: il 52% ha risposto tutti i prodotti, il 40% su alcuni in particolare e l'8% su nuovi prodotti e segmenti. In termini di tipologia, quelle che ricorrono maggiormente sono il turismo outdoor, il cicloturismo, il turismo slow e il mare.

Ma quali sono le criticità più penalizzanti? In primis l'assenza di turismo straniero e sarà da capire fino a quando mancherà. Ci sono, poi, preoccupazioni relative alle chiusure possibili di attività economiche e lamentele sui protocolli sanitari da chiarire. Le altre problematiche scendono a percentuali minori: non emergono temi economici come riduzione del budget e altre come il calo dell'awareness dell'Italia come destinazione turistica.

Non si è trascurato il tema prezzi, andando a chiedere se aumenteranno: la risposta prevalente è che i listini rimarranno stabili. 

Nicoletta Somma

Il video a questo link


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