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Incoming: la Sardegna scopre l'America

30/06/2020 12:51
L'isola va alla ricerca di nuovi mercati attraverso la valorizzazione dell'offerta territoriale - di Lara Morano

La 'lectio magistralis' sull’imprenditoria di Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, ha chiuso il ciclo di webinar organizzato da Sardinia Tourism Call 2 Action master classes e coaching, che ha visto la partecipazione di importanti personalità del mondo del turismo, ad affrontare il tema dei nuovi mercati negli Stati Uniti.

La parola d’ordine deve essere innovazione, un concetto più volte ripetuto nel corso dell’incontro virtuale, che non può prescindere da alcuni concetti di base: potenziamento della comunicazione social, potenziamento dell’offerta, e soprattutto innovazione di pensiero: "E' ora che a ricoprire i ruoli apicali siano i migliori”, come ha specificato Farinetti durante il suo intervento di carattere principalmente sociologico, ma che ha sviscerato senza timore i reali limiti delle attività quando stentano a decollare.

La Sardegna ha un grosso potenziale se parliamo di Stati Uniti, e lo confermano i dati numerici che hanno visto una crescita degli arrivi del +21,27% dal 2018 al 2019. La destinazione preferita è il nord dell’isola ma poi c’è la predisposizione a girarla scoprendone anche le altre porzioni di territorio. Le rilevazioni delle strutture alberghiere sono altrettanto confortanti: +21% dal 2018 al 2019. Il progetto di allungamento delle piste di atterraggio ha la vocazione di ospitare nuovi aeromobili che siano in grado di scoprire nuovi mercati, mentre l’E-commerce, che a detta del responsabile di Karasardegna Andrea Sini è raddoppiato dal 2018 al 2019, e si prepara con  progetti ambiziosi: da fine anno si potranno esportare i prodotti locali, iniziando dalla bottarga, attraverso la sinergia con una società di spedizioni aeree specializzata nell’esportazione negli Stati Uniti e un secondo accordo con un’azienda sarda che produce eccellenze locali tra cui la bottarga.

Farinetti ha sintetizzato in dieci punti il segreto per trasformare i progetti in realtà, e ha focalizzato l’attenzione sull’importanza dell’attitudine umana a puntare in alto in maniera virtuosa, altrimenti i passaggi tecnici si rivelano infruttuosi: “E’ necessario accettare che la perfezione non esiste – ha spiegato –, quindi non bisogna combattere l’imperfezione ma semplicemente gestirla, bisogna saper individuare le priorità, pensare locale e agire globale. Per quanto riguarda la comunicazione è fondamentale saper narrare ciò che si vuole far conoscere all’esterno, e per narrare è indispensabile conoscere la propria terra”.

Un discorso che ha raccolto il consenso di tutti i relatori perché basato sull’aspetto umano dell’imprenditore, dove il concetto di base è che solo se si sa osare con intelligenza e giudizio si potranno raggiungere dei risultati. Rispetto al fattore ‘conoscenza’ del territorio non basta conoscerne a menadito la geografia, ma anche i flussi turistici e i mercati competitors, che nel caso della Sardegna (sul turismo dall’America) sono le Baleari, con 20 milioni di presenze ad agosto, e Malta con 2 milioni (La Sardegna ne registra 4).

E’ stato affrontato anche il tema mobilità, nell’ottica di fare sistema tra tutti i mezzi di spostamento, attraverso un ipotetico sistema di marketing condiviso, per snellire anche le lungaggini a cui i turisti sono sottoposti nell’acquisto di ogni tipo di biglietto (che sia di mare o di terra). Infine, prezioso è stato l’apporto di Maria Elena Rossi, direttrice marketing di Enit: “Il mercato americano per noi è molto importante perché rappresenta il secondo sia a valore che a volume, e la Sardegna stava avendo una crescita notevole. Ora l’obiettivo è la crescita a valore, dove ci sia una maggiore spesa da parte del turista, ma questo si può realizzare solo a fronte di una maggiore valorizzazione del territorio. A tutto ciò va aggiunta la problematica dello spending divide, ovvero il fatto che non tutti hanno le stesse possibilità di viaggiare, anche se la vera sfida è trovare il bilanciamento tra la crescita economica e i valori di sostenibilità ambientale”. Dal collegamento con gli uffici Enit di Los Angeles, dove ha parlato Emanuela Boni, che si occupa di marketing e promozione, è arrivata un’anticipazione che non riguarda solo la Sardegna: un progetto di campagna marketing dall’America verso l’Italia, attraverso il lavoro degli influencer. "Gli influencer racconteranno i luoghi italiani in cui sono stati – spiega Boni -, e la campagna sarà approfondita dal tour operator Contiki, che ha la caratteristica di rivolgersi ai millennials, e che in base alle esperienze raccontate dagli influencer inviati, costruirà dei veri pacchetti viaggi. Un progetto esperienziale ma anche commerciale”. 

Lara Morano

 


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