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Finale Ligure: "Auspichiamo di ripartire a luglio"

29/05/2020 10:48
Il turismo balneare è il punto di forza per la cittadina che negli anni ha però puntato alla crescita dell’entroterra – di Annarosa Toso

“E’ di complemento al turismo balneare quello dell’entroterra che ha consentito l’allungamento della stagione e la valorizzazione del territori nei periodi autunnali e invernali legati all’outdoor”. Ne parla con Guida Viaggi Claudio Casanova, assessore al turismo sport e cultura di Finale Ligure che ha sottolineato quanto lo sport come l’arrampicata e la mountain bike abbia contribuito ad allargare l’offerta di una cittadina che fino a qualche anno fa ha ospitato un turismo prettamente balneare. 

“A settembre abbiamo ancora in calendario due eventi: Finale for Nepal e Trophy of Nations 2020 by Enduro World series. Ancora non sappiamo se queste manifestazioni potranno aver luogo o dovremo cancellarle. Certamente stiamo valutando se ci saranno elementi per salvare la stagione estiva, per lo meno quella balneare apprezzata soprattutto dalla clientela italiana. Per quanto riguarda la clientela estera, soprattutto quella giovanile, più orientata all’outdoor siamo ancora incerti”.

La stagionalità di Finale Ligure è sempre stata lunga. “Di solito si partiva a Pasqua e fino alla metà di settembre nel finalese si andava avanti. Poi subentrava il turismo nell’entroterra con un ritorno economico rilevante per tutto il territorio, dando beneficio alle attività economiche locali. Auspichiamo di ripartire a luglio e di salvare quanto più possibile”.

Finale Ligure ha circa 5mila posti letto nella ricettività turistica tradizionale come alberghi, agriturismo, campeggi e altrettanti nella case private appartamenti a uso turistico recensiti e regolarizzati. “ Finale è molto attrezzata – ha sottolineato Claudio Casanova. La provenienza dei turisti italiani è soprattutto da Piemonte e Lombardia. Ci sono molte seconde case. Poi il turismo che arriva da Francia e Svizzera, dal Nord Europa legato all’outdoor che arriva per praticare questi sport”.

Claudio Casanova si è detto ottimista e auspica che la minaccia di chiusura di alcune regioni italiane verso altre sia solo un avvertimento che influisca sui comportamenti. ”Abbiamo fretta di riprendere le attività legate al turismo. Noi siamo pronti anche dal punto di vista sanitario, abbiamo seguito le regole e fatto quanto si doveva fare. Spiagge, ristoranti e alberghi conoscono i regolamenti e li hanno applicati per garantire il massimo della sicurezza sanitaria. Ci auguriamo di andare avanti e di riprendere una vita il più possibile normale con un minimo di convivialità. E auspico che i collegamenti aerei su Genova e Nizza riprendano numerosi e quanto prima. Per usare una frase di un libro, Io speriamo che me la cavo”.

Annarosa Toso

 


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