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Turchia: "Pronti a partire con la Certificazione per il turismo"

28/05/2020 09:20
In anteprima a Guida Viaggi l'intervista a Haluk Soner, nuovo direttore dell’Istituto per la cultura e il turismo dell’Ambasciata Turca in Italia - di Letizia Strambi

Appena nominato direttore, Haluk Soner racconta in questa intervista rilasciata a Guida Viaggi il lavoro pionieristico fatto dal ministero della Cultura e del Turismo turco nella difficile era del covid-19. Tutto è pronto per accogliere i turisti italiani.

Gv: Quali sono i presupposti per viaggiare in Turchia nel 2020?
"Dipende molto dai collegamenti aerei, ma credo che da fine giugno potremmo riparlarne. Ogni ipotesi è da verificare".

Gv: Per i turisti stranieri che arriveranno in Turchia c’è un programma di sicurezza unico, con il rilascio di una certificazione, di cosa si tratta?
"È il primo nel suo genere e credo che potrà essere considerato pionieristico. Il ministro della cultura e turismo turco, Mehmet Nuri Ersoy, ha appena lanciato l’Healty Tourism Certification Program. È una certificazione che attesta la completa sicurezza durante il soggiorno, perché controlla ogni passo del percorso turistico. Si basa su quattro elementi: prima di tutto la salute dei turisti in arrivo in Turchia. Dal check in si applica il primo protocollo: a tutti si fa un test per il coronavirus, si misura la febbre, si igienizzano i bagagli, l’aereo, le cabine, i tappeti. Poi, senza nessuna quarantena, il turista è libero di proseguire il tour o il soggiorno in Turchia, fermo restando che continui ad utilizzare mascherine e guanti, secondo le accortezze che sono richieste in questo momento dall’Oms. Il turista può stare tranquillo perché il secondo elemento di questo protocollo è basato sulla sicurezza degli addetti ai lavori nel turismo: tutti vengono controllati a livello sanitario e formati con training di tipo psicologico e strumentale per assistere nel migliore dei modi i viaggiatori sia umanamente che nella pratica. Il terzo elemento del protocollo è incentrato sul controllo di tutto ciò con cui si viene a contatto materialmente e del giusto uso del distanziamento. Infine, ogni mezzo di trasporto viene esaminato sia per gli standard di distanza, sia per il personale che vi opera. Abbiamo protocolli di certificazione emanati per aeroporti, compagnie aeree, autostrade e ricettività aperti dal 4 maggio. Da giugno, invece, verrà lanciata la certificazione Covid Free per le strutture ricettive".  

Gv: Cosa è la certificazione Covid Free?
"Molti alberghi stanno lavorando su questa certificazione che ha un suo protocollo di sanificazione. Ad esempio una volta lasciata la stanza per un giorno non può essere abitata perché deve essere sanificata ex novo. Soggiornare in questi alberghi costituisce un’ulteriore garanzia per i turisti, ma soprattutto per i tour operator perché per i gruppi rappresenta un elemento decisivo per la sicurezza".

Gv: Quanti italiani ha ospitato la Turchia nel 2019?
"370.000".

Gv: Il trend gennaio-marzo 2020 era buono? 
"Non abbiamo ancora i dati, ma ultimamente l’aumento segnava un trend di crescita medio del 30%.  E questo era quanto ci eravamo prefissati per il 2020, un obiettivo che andrà procrastinato. Per ora possiamo solo prevedere che la stagione turistica balneare, così importante per il mercato italiano, si sposterà da luglio a ottobre".

Gv: Su che segmenti puntate per la promozione 2020 verso l’estero?
"Utilizzeremo molto il web, cambieremo il modo di comunicare per narrare la Turchia che non si conosce attraverso lo storytelling. Il primo messaggio da veicolare riguarderà la sicurezza: vogliamo dimostrare di essere un Paese sicuro da tutti i punti di vista. I nostri dati di diffusione del covid-19 sono bassi, il nostro sistema sanitario è tra i migliori con rating qualitativi di eccellenza sull’accoglienza sanitaria, anche in terapie intensive. I segmenti su cui punteremo sono: il turismo della fede, i percorsi archeologici e di trekking, il benessere, il cicloturismo e l’enogastronomico. Non escludiamo eventi, showcooking, quando saranno possibili, anche di archeologia gastronomica, alla scoperta di piatti dei sultani da preparare in partnership con chef e operatori del turismo".

Gv: C’è un sostegno governativo al mondo del turismo in difficoltà in Turchia?
"Dal punto di vista della promozione sta partendo un nuovo piano di azione. Inoltre, visto che il nostro punto di forza è nel servizio, nell’accoglienza, il Governo ha fino ad oggi sostenuto le aziende del turismo pagando il 60% degli stipendi per consentire alle imprese di non perdere il proprio personale già formato e garantire il lavoro. Allo stesso tempo il turismo turco ha così potuto mantenere la sua offerta qualitativa a uno standard elevato senza dover ricominciare con la formazione alla fine del lockdown".

Gv: Nel 2021 lei potrà esprimere meglio il suo ruolo di direttore, fuori da questa fase di emergenza, quali saranno le sue personali linee guida?
"Per me il turismo è imprescindibile dalla cultura. Vorrei aiutare gli italiani a scoprire i forti legami che esistono tra i due Paesi, puntare molto su archeologia e storia. Sarà un percorso di scoperta, di scoperte inedite e chi verrà in Turchia non resterà deluso".

Letizia Strambi


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