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Covid-19, una seconda ondata farebbe chiudere il 18,9% delle imprese turistiche

26/05/2020 17:11
Lo studio di Cerved Rating Agency presenta tre possibili scenari. Il peggiore causerebbe il fallimento del 15,5% delle aziende italiane, con la tourism industry ancora più colpita

Il 15,5% delle imprese italiane a rischio di fallimento - addirittura il 18,9% nel settore turistico - nel caso di nuove ondate del Covid19, con ulteriori lockdown che potrebbero durare fino a sei mesi. E’ questa la previsione – seppur con probabilità di scenario “basse” - secondo gli analisti di Cerved Rating Agency e riportata nello studio “Evolution and impacts of the Covid-19 pandemic emergency on Italian non-financial corporates”.

Secondo l’analisi, con un peggioramento così marcato dello scenario macroeconomico e un elevato rischio Paese, con un nuovo contagio la probabilità di default triplicherebbe (dal 4,9% attuale al 15,5%), con punte del 22% nelle costruzioni, del 19,1% in hotel e ristorazione, del 18,9% nei servizi turistici.

“L’innalzamento della probabilità di default risulterà molto differenziata, non solo per il diverso impatto del Covid19, ma anche per le tendenze che potrebbero emergere nel post-Covid - commenta Fabrizio Negri, amministratore delegato di Cerved Rating Agency -. In base a questo, abbiamo raggruppato i settori, considerando non solo l’evoluzione del commercio internazionale, del digitale e del futuro del lavoro, ma anche la possibilità di ‘reshoring’ e di ‘revenge spending’”.

Secondo lo scenario più pessimistico, i settori più resilienti, dunque con un rischio più basso, risulterebbero farmacie (6,5%), l’industria alimentare (6,8%), il commercio al dettaglio alimentare (7,9%). La percentuale aumenterà in misura maggiore per le imprese piccole (dal 10,7% al 21% per le microimprese) e meno strutturate (28% per le imprese individuali); dal punto di vista geografico, la probabilità di default è attesa in forte crescita in tutta la Penisola, con un picco del 17,8% nel Mezzogiorno (dal 9,3%).

Per tenere conto di questa incertezza, gli analisti di Cerved Rating Agency hanno elaborato tre diversi scenari correlati allo sviluppo della pandemia e dello scenario macroeconomico. Secondo lo scenario “soft”, al quale gli analisti attribuiscono una probabilità “alta”, non ci saranno nuove ondate di contagi e l’economia italiana riprenderà anche grazie a un’efficace azione di politica economica. In base a quello “intermediate” (probabilità media), il sistema produttivo potrebbe affrontare una seconda ondata di contagi, che richiederebbe ulteriori lockdown (fino a 4 mesi) e che frenerebbe il recupero dell’attività produttiva. Infine, stando allo lo scenario più pessimistico, "hard" con una probabilità bassa, i lockdown potrebbero durare fino a sei mesi, con effetti depressivi sull’economia e un aumento del rischio Paese.


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