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Trasporto aereo: "Ripresa lenta e con network più piccoli"

18/05/2020 08:40
Un'analisi di Jls Consulting sui vettori del futuro: "La ripresa vera partirà dal 2023 e gli hub carrier saranno ridimensionati, più spazio ai regional jet versione più grande" - di Laura Dominici

Bisogna riconquistare la fiducia del passeggero e fare i conti con le nuove disposizioni che mettono a repentaglio i bilanci delle compagnie aeree. E’ il tema che ha dibattuto in un webinar John Strickland, director di Jls Consulting. “L’industria aerea è stata colpita da uno tsunami – ha ricordato - moltissimi vettori hanno messo a terra quasi il 100% della flotta e nel futuro prossimo le compagnie diventeranno più piccole rispetto ad oggi, effettueranno drastici tagli e cambieranno modello di business e network”. Si dovrà ripartire dal cliente, riconquistando la sua fiducia e garantendo, attraverso soluzioni tecnologiche, la sua sicurezza. “La depressione in atto – ha spiegato Strickland – impatterà in particolare sul business travel, che, anche a causa dei travel ban, adotterà sempre di più la tecnologia online. La lunghezza media dei viaggi si accorcerà repentinamente – ha proseguito – perché i primi a ripartire saranno i voli a corto raggio e il traffico domestico”. Da una stima Iata si dovrà aspettare il 2023 per assistere ad una decisa curva di crescita dei traffici.

Questione prezzo

Un’incognita del trasporto aereo futuro riguarda il pricing: alcuni clienti potranno infatti essere stimolati dai prezzi bassi; altri non potranno permettersi viaggi a qualsiasi prezzo ed altri ancora continueranno ancora ad essere prudenti e a vivere in uno stato di paura. “Si tratta di riconquistare fiducia – ha ribadito il manager – magari con un “premium price”. Occorre però capire se i vettori potranno permettersi prezzi bassi e soprattutto si dovrà vedere quale futuro è in serbo per le classi business e premium, tradizionalmente quelle che garantiscono più margini alle compagnie”. Secondo Strickland potremo assistere inizialmente all’immissione sul mercato di low fare, ma successivamente il trasporto aereo, a causa delle restrizioni sui posti, aumenterà i costi dei sedili.

Vincitori e perdenti

Chi sopravviverà al cambiamento e come? Per il consulente aereo bisognerà aspettarsi un radicale cambiamento nella dimensione e nella forma delle compagnie. Si apprenderà la lezione dalle best practice che emergeranno, fondendo gli elementi dei migliori modelli di business, ma certo “un aeromobile differente da quello attuale acquisirà un ruolo predominante”.

Modelli di business

Prima della crisi sanitaria le low cost hanno rappresentato i modelli vincenti, usando il prezzo come meccanismo per stimolare la domanda. Ora la crisi da Covid-19 ha complicato tutto e il social distancing implica almeno l’utilizzo di cure o di un vaccino per ristabilire il vecchio ordine. Per quanto riguarda gli hub carrier e i network aerei, “si assisterà ad una riduzione di scala e nel dimensionamento ridotto degli aeromobili usati per il lungo raggio – ha dichiarato Strickland -. Ci saranno meno frequenze di collegamento e meno voli a corto raggio, con una scelta che virerà su regional jet più grandi”. Per il lungo raggio, si tratterà di capire se il già rischioso modello di business delle low cost a lungo raggio avrà ancora un futuro, basti vedere che Norwegian terrà probabilmente gli aerei a terra per un anno. Anche le compagnie del Golfo dovranno ripensare il proprio format, con una riduzione del dimensionamento e un focus su aerei più piccoli come i B787 o gli Airbus A350.

Il tema ambientale

L’attenzione alle tematiche ambientali porteranno le autorità politiche a fare pressione sul mondo aviation. “E’ possibile aspettarsi – ha detto ancora il manager – meno collegamenti a breve raggio se sarà possibile sostituirli con il treno e anche per il settore leisure potremmo avere un numero ridotto di voli sul lungo raggio”. Un panorama realistico, che non deve indurre soltanto al pessimismo ma deve sollecitare “innovazione e una rinascita del settore”.

Lo stato attuale

Cosa stanno facendo attualmente le compagnie? Il manager ha passato in rassegna i grandi gruppi, spiegando che Air France-Klm sta attuando una trasformazione per adattarsi alla realtà post-Covid, mentre Iag ha già previsto che bisognerà aspettare il 2023 per una ripresa e per l’anno in corso ha stimato un taglio del 50% nella capacità. Ryanair e Wizz Air hanno già indicato le proprie ripartenze: il primo ha annunciato di voler reintrodurre un 40% di capacità e il secondo parla di un anno per la ripresa e dell’intenzione di muoversi su nuovi mercati. Per quanto riguarda Lufthansa, il vettore “sta perdendo un milione di euro all’ora ed è solo grazie agli aiuti del governo che potrà ripartire”. Infine easyJet sta riducendo flotta e chiudendo alcune basi per sopravvivere.

Laura Dominici 


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