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Le Dmo americane: turismo interno ed engagement per superare la crisi

24/04/2020 12:30
Un webinar mette a confronto alcune delle più celebri destinazioni statunitensi: le strategie per mantenersi "top on mind" e i target sui quali puntare per il post-covid-19

Lo stop forzato per la crisi da Coronavirus come occasione per programmare un turismo più sostenibile e il mercato interno come primo motore per il ritorno alla piena operatività del settore. E' questo lo scenario - in bilico tra presente e futuro prossimo - secondo alcune delle principali Dmo statunitensi, poste a confronto da Skift in un webinar che ha messo a fuoco il re-start dopo il fermo imposto dalla necessità in tutte le destinazioni del mondo.

"Il turismo interno sarà fondamentale come mai per la ripresa - ha osservato Dan Holowack, ceo di Crowdriff -. I mercati locali stanno dimostrando la loro rilevanaza in tutti i settori, in questo momento, e il turismo non farà eccezione. Da qui il ruolo di punto cardinale delle Dmo, che dovranno da un lato informare e dall'altro stimolare la domanda interna".

"Al momento c'è una grande incertezza su tempi e modi della ripartenza - ha spiegato Staci Mellman, cmo di Visit Florida - ma una cosa è certa: questa pandemia ha messo in luce l'estrema fragilità della travel industry, e può darci modo di ripensare le nostre destinazioni. Nel frattempo le visite virtuali e lo storytelling sui social ci stanno aiutando a programmare un migliore marketing post-crisi". "Abbiamo iniziato a pernsare ad un recovery plan fin dal giorno in cui è iniziato il lockdown - ha rimarcato Brad Dean, ceo di Discover Puerto Rico -. L'obiettivo, anche dopo le restrizioni, resta quello di rendere la nostra destinazione una 'top of mind'. Ed è una cosa che si può fare anche virtualmente: noi ad esempio ci stiamo concentrando sull'aumento dell'engagement sui social con campagne ispirazionali".

"La nostra strategia - ha risposto Jeff Guaracino, ceo di Visit Philadelphia - non prescinde mai dai big data di cui siamo in possesso. E ancora, dalle reazioni sui social, dalle visite alle diverse sezioni del nostro portale, dal feedback dei diversi target: traiamo spunti continui per decidere che tipo di comunicazione fare oggi, e quale il giorno in cui ripartiremo, in base a ciò cche le persone desiderano di più".

La conferma dell'importanza della strategia digitali viene da Brand Usa, con Tom Garzilli che osserva come "assistiamo ad un aumento dell'engagement del 60%, e stiamo mettendo in campo una promozione multimediale molto accurata, che lanci messaggi positivi e di continuità, evitando di stimolare l'effetto-nostalgia. Facciamo tutto il possibile in tal senso, anche per prepararci a dare il miglior benvfenuto possibile a chi verrà negli Usa, a cominciare dai turisti cinesi e indipendentemente dalle politiche del nostro Governo federale"


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