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La battaglia di aprile: turismo in primo piano nel decreto

06/04/2020 16:30
Il Cura Italia non è soddisfacente per il settore. In arrivo fino a 200 mld di liquidità a sostegno delle imprese con il nuovo decreto legge – di Stefania Vicini

Fino a 200 miliardi di liquidità a sostegno delle imprese ecco quanto è in arrivo con il nuovo decreto legge che il governo dovrebbe approvare entro oggi. In arrivo anche la sospensione delle scadenze fiscali di aprile. Una misura, che, questa volta riguarderà tutte le imprese, non solo quelle con un fatturato fino a 2 milioni, si legge su Corriere.it. Il rinvio dei pagamenti sarà legato al calo del fatturato. La soglia d’accesso è ancora da definire. In attesa dell'approvazione, il settore del travel, intanto, dice la sua.

“Il decreto Cura Italia non è soddisfacente. E’ nullo per il turismo, che è stato come al solito dimenticato”. Non usa mezzi termini Luca Patanè, presidente di Fto e di Uvet, nel commentare le misure di sostegno definite dal governo. Da qui la mossa di Fto; la federazione sta cercando di far sì che “il turismo sia in primo piano nel decreto di aprile – fa sapere Patanè -. Il Mibact è un ministero senza portafoglio, cioè non ha capacità di spesa, diversamente da quello dei Trasporti, quindi è un po’ più debole, però continuiamo a lavorare con il nostro referente”. Poi promette: “Faremo delle azioni sul governo per avere il massimo possibile, mai come ora si sono resi conto di quanto sia importante il nostro settore. E’ una battaglia di aprile, perché ho paura che, con il prolungarsi della crisi, la liquidità possa essere sempre meno”, avverte il manager.

Una crisi di chiusura del mercato
C’è un aspetto però da considerare. Forse è un’amara consolazione, ma resta comunque una consapevolezza importante su cui basarsi: “Siamo di fronte ad una crisi che dipende da una chiusura del mercato – afferma Stefano Dall’Ara, vicepresidente di Fto e presidente Robintur Travel Group -, c’è una interlocuzione con il fronte bancario, che mostra una volontà di comprensione delle esigenze dell’imprenditoria italiana. Abi ci ha seguito ed assistito. Un tema su cui Fto si sta muovendo anche per ottenere un sostegno finanziario al reddito. Avendo le attività bloccate ed avendo perso un pezzo importante del fatturato dobbiamo essere sostenuti anche a livello finanziario – asserisce il manager -. Abbiamo trovato una forte coesione in tutta la filiera e messo a fattore comune le nostre relazioni, portiamo avanti un’interlocuzione costante con il ministero e le istituzioni”.

Lo strumento voucher
Oltre al tema dei rimborsi dei vettori e del Bsp, Franco Gattinoni, vicepresidente di Fto, interviene, invece, sul tema dei voucher, invitando le adv a “riconoscere questa opportunità di rimborso”. Ovviamente il cliente finale avrebbe preferito “ricevere i rimborsi in denaro e non i voucher, ma sono – afferma il manager – l’unica buona idea realizzata. In questo modo l’adv riesce ad avere un po’ di cassa inoltre, il cliente tornerà in agenzia, quindi lo rivedremo sicuramente”.
Quello dei voucher è un tema su cui Fto ha lavorato molto con i fornitori, in primis sul tema della titolarità, “per poter avere flessibilità nell’uso del voucher, nel cambio nome e per non essere fiscali sulla destinazione”, osserva Gattinoni.
In tutto ciò Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto, si sente di dover fare una precisazione: “Il voucher non l’abbiamo chiesta come soluzione al tavolo del Mibact, ma per avere aiuti straordinari. E’ stata una boccata d’ossigeno per evitare il collasso del settore. Dal canto nostro abbiamo lavorato per regolamentare le cose – spiega Milani -. Abbiamo chiesto che siano annullate le tasse, spostare il pagamento non serve, oltre ad avere un po’ di liquidità a costo zero, sul modello svizzero o tedesco”. C’è poi un aspetto che Milani mette in luce, mentre tutte le altre attività commerciali saranno interrotte fino a che lo stabilirà il governo, “per le nostre dobbiamo ipotizzare un fermo di 8-9 mesi, a giugno speriamo di riprendere, è quanto si sta facendo presente al Mibact, inoltre, stiamo cercando di arrivare al ministero dell’Economia”.

Stefania Vicini


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