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Bahamas “open for business”

18/10/2019 15:05
Intensificate le operazioni di marketing per allargare il target di clientela e ricordare al trade che l'arcipelago è attivo. Stopover di italiani a +12% da gennaio a settembre 2019

“E’ un arcipelago di 700 isole e 16 sono parte della strategia di marketing che seguiamo. Di queste soltanto due sono state impattate dall’uragano”. Così ha esordito Anthony Stuart, area manager di Bahamas Tourist Office -. Siamo nella fase di risviluppo delle isole, continuiamo a fare marketing per le destinazioni che sono molto conosciute dal mercato italiano. Il messaggio che vogliamo trasmettere al trade è che siamo “open for business”.

“Sono in atto molte collaborazioni con le aziende, i dipendenti si sono spostati a lavorare nelle località attive, mentre le comunità hanno stanziato fondi per il ripristino delle parti danneggiate. Il modo migliore per aiutare il sistema economico locale è  quello di visitare le nostre isole”, ha aggiunto.

Intanto riprendono i progetti di restyling e aperture di hotel: “Diversi sono previsti in apertura a Nassau nel 2020 e questa destinazione soltanto accoglie ben 4 milioni di passeggeri all’anno”.

“In questo periodo dell’anno – ha commentato Maria Grazia Marino, area manager di Bahamas Tourist Office – ci sono interessanti offerte di pacchetti e incentivi, sia che si tratti di una vacanza di coppia o in famiglia”.

Nassau, Paradise Island, Out Islands sono tutte destinazioni care ai turisti italiani, che rappresentano il terzo mercato europeo per le Bahamas, dopo Inghilterra e Francia.  L’Ente dispone di tre uffici in Europa, in Francia, Germania e a Londra, in Inghilterra.

“Da gennaio a settembre abbiamo registrato un +12% di stopover di italiani – ha detto Marino -. che si inserisce su un +4% del 2018 rispetto al 2017. E’ una destinazione che gli italiani amano molto e vogliono visitare. E’ meta di repeater, perché ci si può tornare, visto il contrasto tra Nassau e le Out Islands ad esempio. Inoltre – ha proseguito la manager - è semplice fare island hopping, grazie alla fitta rete di collegamenti interni”.

Molto vendute come estensioni dagli Stati Uniti e per viaggi di nozze, Marino ha ribadito: “Non è solo questo. Stiamo attivando campagne consumere l’obiettivo è estendere il target di riferimento con attività come golf, diving, wellness, tour culturali e enogastronomici”. Per la formazione alle adv: “Ora più che mai è importante far capire che il problema dell’uragano è  circoscritto. Per questo faremo training face to face in collaborazione con operatori e alberghi. Parteciperemo a roadshow, fiere sposi e con il consorzio degli alberghi di Nassau abbiamo predisposto un incentivo per il trade”. l.d.


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