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Alitalia, tra prestito ponte e Cigs in ballo 900 milioni dallo Stato

09/10/2019 09:21
La compagnia aerea rischia di arrivare ad un eventuale closing con le casse vuote: da qui l'ipotesi di un più massiccio intervento pubblico. Ma bisogna chiudere in fretta

Una cifra che si aggira intorno ai 550 milioni di euro solo per la Cigs del 2020, in aggiunta ai 350 milioni dell'eventuale nuovo prestito-ponte. Sono queste le stime dell’intervento pubblico che sarà necessario per il futuro di Alitalia, che in assenza del ricorso ai fondi statali rischia di arrivare ad un ipotetico closing di febbraio-marzo 2020 con le casse desolatamente vuote.

E se ieri i commissari straordinari della compagnia aerea hanno visto al Mise il ministro Stefano Patuanelli (nella foto) – che si è detto possibilista sulla formulazione di un’offerta entro la prossima settimana, che però pare difficile visti i dissidi nella compagine sociale - il premier Giuseppe Conte ha invece dialogato con i vertici di Atlantia, che continua nel suo braccio di ferro con il governo e con i partner della cordata, con valutazioni diverse sul nuovo piano industriale del vettore.

Fs punta infatti sullo sviluppo delle sinergie treno-aereo, e considera sovrastimate le previsioni di crescita legate allo sviluppo delle rotte per il Nord America, che sta a cuore ad Atlantia e al centro dello scontro con Delta. Un nuovo rinvio renderebbe difficile l’erogazione di un nuovo prestito, perché senza piano di rilancio depositato a Bruxelles scatterebbe automaticamente la procedura per aiuto di Stato.


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