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Idee per Viaggiare: la strategia dello storytelling per conquistare le adv

07/10/2019 16:25
Il tour operator apre i lavori della sua UnConvention 2019 al JW Marriott Venice Resort & Spa, raccontando la storia di chi ha creato il brand e i suoi valori

Passione e coraggio al centro della UnConvention 2019 di Idee per Viaggiare dal titolo “Condividiamo storie, scuotiamo sogni”.  Dal 6 all’8 ottobre JW Marriott Venice Resort & Spa accoglie i 250 partecipanti, tra cui 190 agenti di viaggio e 50 partner. E il sipario si alza su un vero e proprio show che racconta la storia di ciascuno. Danilo Curzi, ceo di Idee per Viaggiare,  parte dal 1969. “Quando avevo 6 anni mio padre mi regalò il contatto col mondo, sulla sua Skoda, un pezzo di ferro sulle ruote, con cui affrontai il mio primo viaggio. Da allora una sorta di alchimia aleggia attorno a me, ed è la stessa che anima Idee per Viaggiare”. Roberto Maccari, fondatore del tour operator racconta come conobbe Danilo Curzi e Stefania Fusacchia (anch’essa tra i fondatori del t.o.), alla fine degli anni Settanta su un muretto. “Io mi stavo congedando dalla Marina, e davanti a una pizza decidemmo ognuno di lasciare la proprie strade per iniziare la nostra avventura”. Stefania Fusacchia abbandona il suo impegno in Valtur “La Valtur di quegli anni – ha precisato – dove Fiorello faceva l’animazione, una Valtur che non tornerà mai più”, e i tre aprono assieme la prima agenzia di viaggi in uno spazio di 30 metri quadri.

E poi emerge Roma, che ha un ruolo nella visione economica dell’operatore. La passione per i rapporti, la sveltezza nella risoluzione dei problemi, la creatività progettuale. Poca formalità, ma molti investimenti. “Ora siamo 135 – precisa Danilo Curzi -  cambiano dinamiche, ma non la volontà di condividere. Anche se gli scenari esterni mutano, gli scenari interni non si allontanano da quella visione originaria, quello che io chiamo il ‘we pensiero’, la condivisione”. E proprio dalla condivisione che, secondo Curzi, si parte insieme e ciascuno porta in sé le proprie competenze, i propri mezzi. "Così - prosegue - ho pensato a un'azienda capace di creare e affrontare i cambiamenti con coraggio, sganciandosi da criteri di distacco antichi, vivendo di partecipazione, spostando il potere decisionale verso il basso, con il coinvolgimento dei singoli. Sono consapevole che questo modello di gestione è al limite della filosofia ed è forse poco reale, ma oggi a 56 anni è diventato qualcosa di concreto: ho visto coppie formarsi tra lo staff e ora i nostri figli stanno partecipando a nuovi sviluppi dell’azienda, mi guardo intorno e dico ‘wow questa è la nostra storia’ ed è ancora un bilancio parziale. Confido nella alchimia che nacque nella Skoda e in quello che ci aspetta”. l.s.


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