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Estate 2019 a -2,3 milioni di presenze

09/09/2019 08:56
Un bilancio su cui pesano incertezze meteo e rallentamento economico, ma anche la ripartenza dei Paesi mediterranei, analizza l'indagine Cst per Confesercenti-Assoturismo

L’estate 2019 frena: nonostante il buon andamento di agosto, la stagione chiude con 205,7 milioni di presenze, circa 2,3 milioni di presenze in meno rispetto al 2018 (-1,1%). Un bilancio magro, su cui pesano incertezze meteo e rallentamento economico italiano ed internazionale, ma anche la ripartenza dei Paesi mediterranei nostri competitor. È quanto emerge dalla consueta indagine realizzata da Cst per Confesercenti-Assoturismo su un campione di 2.484 imprese ricettive.

Secondo le stime, la contrazione maggiore riguarda il mercato italiano, che si ferma a 110 milioni di presenze (-1,6 milioni in meno sul 2019, -1,5%). Gli stranieri si fermano a 95,8 milioni di presenze (-0,7%), con una diminuzione di 696mila unità. Il rallentamento è confermato anche dai dati di contabilità nazionale Istat che segnalano un arretramento della spesa dei turisti esteri sul territorio nazionale (-1,5% nel secondo trimestre dell’anno rispetto al primo).

Non tutte le aree, però, hanno sofferto allo stesso modo. Il Nord Ovest segna il risultato migliore (+0,2%) grazie al leggero aumento della domanda straniera (+0,7%), mentre Nord Est e Centro hanno registrato i risultati peggiori, entrambi in calo dell'1,6%. Cali più contenuti sono stati registrati nelle regioni del Sud-Isole (-0,6%), dove il mercato estero ha segnato il +1,2% e quello italiano il -1,5%.

Dall’indagine emergono risultati differenziati anche per le diverse tipologie di prodotto. Le città d’arte hanno registrato un aumento stimato delle presenze al +0,4%, con un sensibile rafforzamento degli italiani (+1%) e una stabilità degli stranieri (+0,1%). 
Le località balneari segnano il -2%, ( -2,9% gli italiani, -0,6% gli stranieri). In calo anche campagna (-0,6%) e località lacuali, che vedono un calo delle presenze del -1,9% (-2,4% di italiani e -1,8% dall’estero). Vero crollo, invece, per le località termali: il trimestre segnerebbe il -4,1%, con un calo significativo sia degli italiani (-3,4%) sia degli stranieri (-4,9%). Tiene, invece, la montagna.

Rispetto all’estate 2018, il mercato straniero cresce solo nelle località ad interesse artistico-culturale e nelle aree di montagna. Aumentano sensibilmente le presenze da Francia e Europa dell’Est; più contenuta la crescita da Paesi Scandinavi, Benelux, Spagna, Russia e Cina. Stabile il mercato statunitense, canadese e brasiliano, mentre sono in flessione quello tedesco, britannico, austriaco, giapponese e indiano.

 


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