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Emirates, Aucoc: “Il trade è il nostro valore aggiunto”

17/06/2019 14:25
L’Italia, terzo mercato europeo della compagnia, risale nel fatturato e lo stopover a Dubai continua a crescere

Emirates ha annunciato il codeshare su Dubai con il partner Flydubai incrementando ulteriormente la sua offerta dall’Italia, terzo mercato europeo per la compagnia.

A margine della presentazione Thierry Aucoc, senior vice president commercials operations Europa, Federazione Russa e America Latina, si sofferma sull’andamento aziendale.

“Non abbiamo avuto i risultati degli anni precedenti per un paio di ragioni: il caro carburante e il cambio monetario”, spiega. “C’era una differenza importante tra euro e dollaro, l’euro era il 10% sotto rispetto il 2017, questo vuol dire che ogni investimento in euro, arrivato a Dubai, era già in perdita del 10%”.

Nonostante ciò, Aucoc rimane ottimista per quest’anno: “l’attività è rimasta comunque a un certo livello, anche se c’è una concorrenza sempre più forte di altri vettori in Medio Oriente. Alla fine la domanda è sempre elevata, perché serviamo destinazioni che altri non servono o lo facciamo con vari voli al giorno. C’è sempre una coincidenza che funziona bene”.

Dunque, in Italia è l’offerta strutturata a dare il miglior risultato.

“Non c’è nessuna compagnia intercontinentale che può servire sei punti in Italia, questo è importante quando si lavora con agenzie di viaggi su tutto il territorio e da Venezia a Catania c’è sempre una soluzione. Questo crea un legame forte con il trade”.

L’altro punto fondamentale per il trend positivo è il nuovo collegamento diretto Milano-New York.

“Un A380 tutti giorni pieno, decisivo per il corporate sul Nord America grazie anche agli accordi con JetBlue che permettono una copertura completa”.

Tra i prodotti promozionali si sviluppa sempre più il “Dubai Stopover” perché la capitale emiratina continua a essere “the place to be” mutando in continuazione.

“Il 70% del nostro traffico dall’Italia continua oltre Dubai - specifica Flavio Ghiringhelli, country manager Emirates per l’Italia (a destra nella foto) - e si amplia sempre di più l’offerta dello stopover arricchendosi di hotel”.

“Chi arriva a Dubai si ferma quasi sempre al ritorno”, aggiunge Aucoc. “Lo stopover è sempre più facile da utilizzare e cresce in media del 10% annuo”.

Infine si rafforza il legame potente con il trade.

“È la parte enorme della nostra attività - afferma il vice presidente - basti pensare al corporate, le crociere, il 75% del nostro fatturato passa attraverso la distribuzione agenziale e il tour operating, che sul lungo raggio rimane un valore aggiunto”. l.s.

 


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